Change for Equality
About "One Million Signatures Demanding Changes to Discriminatory Laws"
Iranian women’s rights activists have been starting a wide campaign demanding an end to legal discrimination against women in Iranian law. The Campaign, “One Million Signatures Demanding Changes to Discriminatory Laws,” which aims to collect one million signatures to demand changes to discriminatory laws against women, is a follow-up effort to the peaceful protest, which took place on June, 12th 2006 in Haft-e Tir Square in Tehran. Preparation activities in support of this campaign commenced in June 2006 and the campaign was officially launched on August 27th, during a seminar entitled: “The Impact of Laws on Women’s Lives.”
The campaign will go on till the aim of collecting one million signatures is reached. Some of the members of this action and campaign are in prison now, mainly because of collecting these signatures.
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Über die Kampagne „Eine Million Unterschriften zur Änderung der Frauen diskriminierenden Gesetze“
Im Juni 2006 fand in Teheran auf dem „Hafte Tir-Platz“ eine Protestkundgebung statt, die sich gegen die ungerechten und frauenfeindlichen Gesetze richtete. Die dort getroffene Resolution wird mit großen Bemühungen von Frauenaktivistinnen umgesetzt. Ziel ist es, 1 Million Unterschriften zu sammeln, um die diskriminierenden Gesetze des Iran zu ändern.
Einige der Aktivisten/innen sind wegen ihres Engagements im Gefängnis gelandet.
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La raccolta di un milione di firme
L’idea di lanciarsi in una raccolta di firme è nata dopo la manifestazione femminista tenutasi a Teheran il 12 giugno scorso, e sciolta dalla polizia a manganellate.
L’obiettivo della campagna è di abrogare le norme legali che discriminano le donne in Iran e sancire la parità giuridica di donne e uomini. La campagna lanciata a fine agosto da alcuni gruppi di donne iraniane è interessante anche al di là del suo carattere «riformista» e paritario. L’intenzione è di raccogliere «un milione di firme per cambiare le leggi discriminatorie».
La raccolta va avanti fino al raggiungimento di un milione di firme. Alcuni dei collaboratori e degli attivisti sono finiti in prigione proprio perchè raccoglievano firme per strada, quindi in luogo pubblico.
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