13 giugno grande festa a Castel Tirolo

Merano, 13 giugno 2008

Grande Festa a Castel Tirolo
I° Congresso Internazionale dei Musei della Donna

Coronamento del lavoro di rete svolta durante le tre giornate di congresso e festeggiamenti per il 20° anniversario del Museo della Donna Merano. Risoluzioni e nuovi progetti.

 

Si è brindato al nuovo progetto di rete comune con tutte le partecipanti al congresso e con i molti ospiti intervenuti per congratulare e per sostenere l’iniziativa. La festa conclusiva a Castel Tirolo voleva essere inoltre la festa di compleanno del Museo della Donna di Merano, il più importante in Italia. Si è festeggiato nel cortile del Castello e nella sala dei cavalieri, dove poco prima le partecipanti del congresso avevano elaborato ed infine approvato le risoluzioni come documento chiave del congresso.

L’idea del Congresso ha messo in movimento gli ambienti culturali femminili e sta riscuotendo grande interesse. Numerose personalità dal mondo della cultura, della scienza e dei mass media sono intervenuti durante il convegno e hanno partecipato alla festa conclusiva, per sottolineare con la loro presenza l’importanza di un lavoro di rete tra donne.


Ha voluto porgere i propri saluti anche l’indonesiana Ibu Robin Lin, vincitrice del premio Alexander Langer 2006, nota come l’“ostetrica scalza” che ha parlato del ruolo delle donne come ambasciatrici di pace.

Molto sentita ieri anche la partecipazione della madrina del Congresso, l’iraniana Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace, che assieme alla sua interprete Ella Mohammadi ha voluto finire in festa la sua permanenza a Merano. L’hanno colta di sorpresa con due regali: la promessa delle donne-rete di sostenere e fare da madrine alla fondazione di un museo della donna in Iran e la rivelazione da parte di Adolf Pfitscher, responsabile della sezione bolzanina di Human Rights International, di premiare una donna iraniana (in dicembre) e sostenerla quindi nella sua battaglia per ottenere più diritti in Iran.

Ebadi nei suoi interventi a Merano aveva raccontato come fossero importanti premi e riconoscimenti internazionali per le donne iraniane, anche come protezione dalle rappresaglie del regime iraniano.

Contorno musicale d’eccezione alla festa conclusiva con un mix interessante - il gruppo Almaterra (world music), le cantanti “Gaul” (musica folcloristica, vecchi canti sudtirolesi) ed un gruppo di tamburi senegalesi, i Giant-Bi (The Sun) – musica molto apprezzata dal pubblico presente.
È stata quindi letta da Astrid Schönweger, coordinatrice scientifica del Congresso, all’inizio della festa a Castel Tirol la risoluzione finale del convegno - catalogo d’intenti, richieste e rivendicazioni. Questa risoluzione vuole essere trainante per la costituzione di una rete di musei della donna e nell’impegno sociale e politico per porre fine a discriminazioni e sfruttamenti.

Stilato anche un calendario di eventi e manifestazioni:
2009: seconda parte del I° Congresso Internazionale Musei della Donna – mostra itinerante (Bonn, D)
2010 (maggio): II° Congresso Internazionale Musei della Donna a Buenos Aires in occasione del II° Congresso Femminista mondiale
2012: III° Congresso Internazionale Musei della Donna in China

Oltre agli appuntamenti prefissi anche la ferma decisione, da parte delle partecipanti al congresso costituitesi ufficialmente come rete di musei della donna, di sostenere iniziative che portino alla fondazione di nuovi musei. Un primo passo è stato fatto dalla svizzera Martha Beery che ha consegnato un sassolino per la fondazione del Museo della Donna svizzero. In programma la fondazione di altri musei al mondo con il sostegno della neo-rete: quello in Iran, a Mexico City e a San Francisco.

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